Carissimi
fratelli e sorelle,
nell’avere notizia del rinvenimento delle Reliquie di
Sant’Erasmo e degli altri martiri conservati nella Cripta della Cattedrale, vi
sarete senz’altro chiesto: “Perché si fanno ancora queste cose? Che senso ha il
culto delle reliquie? Non sono cose di altri tempi?”.
Carissimi, rispondo subito a questi interrogativi dicendovi che
questo atto, semplice e insieme solenne, del rinvenimento dei nostri Santi è
quasi un riscoprire la loro vicinanza a noi e nello stesso tempo è un affidare
alla loro intercessione presso il trono di Dio la Chiesa di Gaeta nel momento
storico che stiamo vivendo, caratterizzato dall’urgenza di annunziare e
testimoniare Cristo Gesù, salvatore nostro.
Tertulliano, grande scrittore del secondo secolo, asseriva che
il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani: il sangue versato dai
testimoni della fede, i martiri, da forza e vigore ad altri cristiani per
l’accoglienza delle fede e la propria testimonianza verso gli altri.
Proprio così è avvenuto per il nostro territorio nel quale le
antiche Chiese sono legate in comunione dalla testimonianza di fede di questi
antichi padri: così san Pietro per le antiche diocesi di Minturno e Fondi, così
la memoria di sant’Erasmo che lega l’antica diocesi di Formia all’attuale di
Gaeta.
Se a noi è giunta la parola di salvezza del Vangelo e se oggi
abbiamo il bene delle fede cristiana lo dobbiamo certamente a questi santi
martiri, di cui conserviamo con devozione i resti mortali. Parlare allora di
rinnovata evangelizzazione per il tempo che viviamo significa volgere il nostro
sguardo a loro, che ci invitano ad essere, come loro, autentici discepoli di
Cristo Gesù.
Celebrare il rinvenimento delle reliquie vuol dire tornare alle
fonti, mettersi dinanzi a questi maestri e testimoni del Vangelo; significa, in
definitiva, mettersi in comunione reale con loro, cosicché la presenza dei
santi martiri venga resa attuale in mezzo a noi, rinnovando, attraverso il
culto, un’autentica vita cristiana.
Se entriamo in più stretta comunione con i Santi patroni di
necessità vivremo in più forte comunione nella nostra Chiesa: di questo sarà
segno e frutto il cammino del Sinodo diocesano, che per grazia di Dio vogliamo
insieme intraprendere come risposta di amore a Cristo, alla sua Chiesa e all’uomo
di oggi.
L’esperienza del Sinodo diocesano sarà un camminare insieme ai
Santi e tra di noi: il ritrovar
si di queste reliquie in un solo luogo così
significativo come la Cattedrale, ci mostra la via di una unità profonda e
radicale. Questi Santi, provenienti da diversi luoghi della nostra Arcidiocesi,
ora si trovano riuniti insieme: perciò anche noi, provenienti da diverse zone
della nostra unica Chiesa, dobbiamo convergere, camminare insieme verso il
comune obiettivo di annunziare Cristo con la nostra vita e le nostre parole.
Carissimi fratelli e sorelle, lasciate che indichi qualche via
pratica che il rinvenimento delle reliquie ci offre per incamminarci insieme
verso il Sinodo.
In primo luogo c’è il sentiero della nuova evangelizzazione.
Nella vita di sant’Erasmo si dice che egli predicava ininterrottamente per
sette giorni, ossia che egli sempre predicava annunciando il Vangelo con la
parola e la vita. E’ proprio quello che dobbiamo fare anche noi cristiani di
oggi: dire la fede e non nasconderla, annunciare Cristo con le opere della
nostra vita ciascuno secondo la condizione di vita cristiana che vive, perché
tutti siano raggiunti dall’incontro con Cristo.
C’è poi il sentiero della testimonianza. Sant’Erasmo ha
predicato e ha testimoniato fino al sangue la sua completa fedeltà a Cristo.
Questo per noi è invito a vivere in pienezza l’amore a Cristo e l’impegno per
il Vangelo. Affermava il grande Papa Paolo VI che essere oggi veri cristiani
vuol dire essere a volte eroi. Proprio così! Essere coerenti con la nostra fede
nei vari luoghi della vita sociale, aggregativa o familiare può, a volte,
comportare derisione, indifferenza o contrapposizione. Ed è proprio in queste
situazioni che siamo chiamati ad essere martiri, ossia testimoni fedeli del
Signore, pronti anche a soffrire per Lui.
Infine si apre il sentiero della comunione e dell’unità.
Gesù nel Vangelo predica e prega per questa unità tra i suoi discepoli. La
fonte allora di questa unità di fede, di intenti, di energie dei credenti è
solo Cristo Gesù. La nostra stessa devozione ai Santi è comunione con loro e
comunione tra noi che li veneriamo in quanto fedeli discepoli di Cristo.
In questi semplici ma impegnativi sentieri vi invito a vivere
con intensità l’evento del rinvenimento delle reliquie di sant’Erasmo e degli
altri Santi conservati nella Cripta della nostra Cattedrale di Gaeta: questo
può essere un preciso ma significativo primo passo per il cammino sinodale.
Ogni Forania e ogni Parrocchia preparino questo evento con
spirito di fede e di impegno a Cristo, che ci chiama tutti a seguirlo. I
pellegrinaggi che si faranno per venerare le Reliquie suscitino forte slancio
alla devozione per questi nostri Santi Patroni, che ci hanno generato alla fede
cristiana e, nello stesso tempo, rafforzino la volon
tà di testimoniare l’amore totale a Cristo proprio sull’esempio
lasciatoci da essi.
Camminiamo insieme verso i nostri Santi patroni, camminiamo
insieme verso Cristo Gesù, Salvatore di tutti gli uomini.
+ Fabio Bernardo
Arcivescovo