Basilica Cattedrale di Gaeta


Via Duomo 24
04024 Gaeta LT
Telefax 0771.462255
Email: beniculturali@arcidiocesigaeta.it
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Don Giuseppe Claudio SPARAGNA, Parroco
Don Alessio TOMAO, Vicario parrocchiale

ORARI DI APERTURA
Ingresso gratuito

Da OTTOBRE ad APRILE
ore 10:00-12:30 | ore 16:30-18:30

Da MAGGIO a SETTEMBRE
ore 10:00-12:30 | ore 17:00-19:30

ORARIO SANTE MESSE

DAL LUNEDI’ AL VENERDI’
ore 17.30 (inverno) – ore 18.30 (estate)

DOMENICA E FESTIVI
ore 10.00 (inverno) – ore 10.30 (estate)

STORIA DELLA CATTEDRALE

La Cattedrale si trova all’interno del quartiere medievale della Gaeta ducale nei pressi del porto. Fu costruita intorno all’XI sec. sulla precedente chiesa di S. Maria del Parco, forse del VII sec., e fu consacrata da Papa Pasquale II nel 1106. La Diocesi di Gaeta fu elevata ad Arcidiocesi con Breve Apostolico di Papa Pio IX del 10 dicembre 1848 mentre la Cattedrale fu dichiarata Basilica minore, sempre da Papa Pio IX, con Bolla del 31 dicembre 1848.

La chiesa è dedicata a Maria Assunta in Cielo e dal 995 anche ai santi Erasmo e Marciano, a seguito del rinvenimento del corpo del Vescovo Erasmo, che era stato trasferito da Formia sotto l’episcopato di Campolo nel VIII secolo. In origine in stile romanico a sette navate, l’edificio ha subito poi numerose trasformazioni, come nel XIII secolo quando fu modulato in stile gotico. Alla chiesa era annesso il Battistero di S. Giovanni della Fonte del sec. X. Un completo rifacimento che modificò struttura architettonica e stile, avvenne sotto il re Ferdinando IV nel 1690, che per pericolo di crollo inglobò le colonne in possenti pilastri. La facciata risale al 1903, opera del sacerdote Pimpinella.

Dopo i necessari interventi a seguito del bombardamento del 9 settembre 1943 durante la II Guerra mondiale, un radicale restauro è stato eseguito negli anni 2008-2014 a cura dell’Arcivescovo D’Onorio, sicché la Cattedrale ha recuperato in parte, con cimeli e ritrovamenti, l’antico decoro medioevale. A distanza di 50 anni dal Concilio, il presbiterio ha avuto il suo adeguamento liturgico, voluto dalla Sacrosanctum Concilium, con altare stabile, ambone e cattedra arcivescovile.

L’altare è realizzato su un sarcofago romano strigilato, rinvenuto con i resti dei santi Erasmo e Marciano nella ricognizione canonica del 29 aprile 2008, mentre l’ambone è formato dalla parte centrale di un antico ambone del sec. XII con la raffigurazione di un’aquila che posa gli artigli su un vecchio barbuto. Accanto all’ambone è collocato il Candelabro del cero pasquale del sec. XIII, chiamato “colonna istoriata” per i 48 riquadri scolpiti della vita di Gesù e di S. Erasmo.

La sede della presidenza è ricavata da elementi cosmateschi, come pure il restaurato pavimento del presbiterio e della navata centrale. Sullo sfondo del coro ligneo seicentesco fa bella mostra il ricco altare maggiore del ‘700, opera di maestranze barocche napoletane, qui collocato dai Canonici negli anni 1780. Le varie tarsie marmoree risalgono ai Vescovi Villanueva, Mayers e De Torres come si evince dai loro stemmi.

Dai pilastri emergono le antiche colonne romane con capitelli, vestigia dell’antica cattedrale dalle 36 colonne con le volte dipinte: ce ne resta traccia nella cosiddetta “Settima Navata”. Una scala marmorea a forbice porta nella Cripta, ricca di meraviglioso cancello in bronzo, di tarsie in marmo policromo, opera di Dionisio Lazzari, e di affreschi di Giacinto Brandi terminati nel 1666.

Il Campanile in stile arabo moresco, alto 57 metri, con il suo possente e ricco atrio, che conserva colonne e sarcofagi romani e due lastre dell’antico ambone medioevale, forse agli inizi fungeva da ingresso alla Cattedrale. Dagli storici dell’arte è ritenuto il più bel campanile d’Italia. La Basilica Cattedrale è stata solennemente dedicata il 27 settembre 2014 dall’Arcivescovo Fabio Bernardo D’Onorio.