{"id":2072,"date":"2021-08-02T09:15:17","date_gmt":"2021-08-02T07:15:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.caritasgaeta.it\/?p=2072"},"modified":"2021-08-02T09:15:17","modified_gmt":"2021-08-02T07:15:17","slug":"la-caritas-diocesana-scrive-ai-sindaci-emettere-ordinanze-che-limitino-i-danni-del-gioco-dazzardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesigaeta.it\/caritas\/la-caritas-diocesana-scrive-ai-sindaci-emettere-ordinanze-che-limitino-i-danni-del-gioco-dazzardo\/","title":{"rendered":"La Caritas diocesana scrive ai sindaci: emettere ordinanze che limitino i danni del gioco d\u2019azzardo"},"content":{"rendered":"<p>In un\u2019accorata lettera inviata ai sindaci dei comuni della Diocesi di Gaeta, la Caritas torna a farsi sentire sul tema dell\u2019azzardo e a <strong>chiedere azioni concrete che contrastino la diffusione di quello che viene definito \u201cnuovo tumore del terzo millennio\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Le restrizioni legate all\u2019emergenza CoVid, con la chiusura delle sale da gioco, avevano determinato una drastica riduzione delle giocate a conferma della possibilit\u00e0 di ridurre il fenomeno con interventi mirati. Attualmente con il passaggio alle cosiddette zone \u201cbianche\u201d i giocatori hanno ripreso ad affollare gli stessi luoghi e a spendere cifre sempre pi\u00f9 consistenti, con un trend che si prevede superiore all\u2019andamento precedente. Il dato nazionale parla di una crescita del 750% di \u201cgiocate\u201d nell\u2019ultimo ventennio, del 10,5% della spesa delle famiglie destinato all\u2019azzardo equivalente al 6,2% del PIL e <strong>le percentuali relative ai comuni che ricadono nel territorio diocesano<\/strong> (i dati comune per comune sono stati allegati alla lettera inviata ai sindaci)<strong> sono addirittura peggiori.<\/strong><\/p>\n<p>La Caritas sottolinea come l\u2019azzardo non sia solo una cattiva abitudine ma come sempre pi\u00f9 spesso arrivi ad essere un disagio che coinvolge l\u2019individuo e la sua famiglia a diversi livelli: economico, psicologico, sociale. Il DGA, <strong>il Disturbo da Gioco d\u2019Azzardo, \u00e8 una patologia che rientra a tutti gli effetti nella categoria delle dipendenze<\/strong> con gli stessi drammatici effetti e si stima che un giocatore su cinque abbia sviluppato il disturbo. Risulta quindi evidente come dietro questo \u201ccaleidoscopio\u201d di slot machine, \u201cgratta e vinci\u201d e lotterie, si nasconda la rovina di intere famiglie con la perdita della dignit\u00e0 di chi ne resta vittima.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 urgente fare qualcosa e i comuni hanno la possibilit\u00e0 di intervenire con misure locali<\/strong> ad hoc per contrastare il fenomeno.<\/p>\n<p>Proprio in questi giorni il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato il decreto recante il regolamento per l\u2019adozione delle \u201cLinee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d\u2019azzardo patologico\u201d. \u201cLa Caritas dell\u2019Arcidiocesi di Gaeta\u201d, si legge nella lettera, \u201csollecita le amministrazioni comunali che ricadono nell\u2019interno dell\u2019area diocesana ad <strong>agire con tempestivit\u00e0 ed urgenza nell\u2019applicare le indicazioni del Ministero della Salute<\/strong>\u201d e ad \u201cemettere ordinanze che limitino i danni nella riaccensione di tutta la &lt;macchina&gt; dei giochi d\u2019azzardo distribuiti capillarmente nel proprio territorio e che frenino la folle corsa all\u2019epidemia di azzardo e delle sindromi correlate\u201d.<\/p>\n<p>In chiusura di lettera l\u2019invito che la Caritas rivolge ai sindaci ad avere \u201ccosciente coraggio\u201d nel prendere decisioni che \u201cspezzino gli interessi di pochi\u201d, \u201cindirizzando le risorse spese ogni anno in azzardo verso una sana economia della propria citt\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019accorata lettera inviata ai sindaci dei comuni della Diocesi di Gaeta, la Caritas torna a farsi sentire sul tema dell\u2019azzardo e a chiedere azioni concrete che contrastino la diffusione di quello che viene definito \u201cnuovo tumore del terzo millennio\u201d. 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