{"id":857,"date":"2019-05-02T13:46:33","date_gmt":"2019-05-02T11:46:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.caritasgaeta.it\/?p=857"},"modified":"2019-05-02T13:46:33","modified_gmt":"2019-05-02T11:46:33","slug":"dicono-di-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesigaeta.it\/caritas\/dicono-di-noi\/","title":{"rendered":"DICONO DI NOI"},"content":{"rendered":"<p>Migranti. Le Caritas del Sud in rivolta: non saremo albergatori, accoglieremo gratis<\/p>\n<p><b>\u00abNon ci possono ridurre a fare gli albergatori\u00bb<\/b>. Cos\u00ec reagiscono molte Caritas e diocesi del Sud ai nuovi bandi per l\u2019accoglienza dei migranti che tagliano pesantemente i servizi per integrazione e inclusione, cos\u00ec come voluto dal ministro Salvini. Dunque non parteciperanno ma <b>torneranno a fare quello che hanno sempre fatto, un\u2019accoglienza di volontariato senza alcuna spesa per le casse dello Stato<\/b>. E qualcuno lo ha gi\u00e0 fatto da mesi, come la Caritas di <b>Aversa<\/b>. \u00abGi\u00e0 dall\u2019anno scorso \u2013 spiega il direttore, Don Carmine Schiavone \u2013 abbiamo chiuso e non abbiamo pi\u00f9 aderito. Ora ci occupiamo solo dei corridoi umanitari e dei senza fissa dimora, immigrati e italiani\u00bb. Una scelta netta. \u00abNon riuscivamo ad accogliere indicazioni che ci sembravano \u201cimmorali\u201d perch\u00e9 non andavano verso l\u2019attenzione alla persona. Avevamo gi\u00e0 sentore di quello che poi \u00e8 successo con le decisioni del ministro Salvini. Noi dobbiamo avere il dono della parola e non del tacere. Per questo col nostro <b>vescovo Angelo Spinillo<\/b> abbiamo deciso di non accettare\u00bb.<\/p>\n<p>Stessa decisione presa dalla Caritas di <b>Teggiano-Policastro<\/b>, e dal <b>vescovo Antonio De Luca<\/b>, che \u00e8 anche delegato Migrantes della Conferenza episcopale campana. \u00ab<b>Se la scelta del ministro Salvini \u00e8 di abbassare la cifra e di tagliare i servizi di integrazione, la nostra decisione \u00e8 di non partecipare<\/b>\u00bb, sottolinea il direttore don Martino De Pasquale che manda un preciso messaggio al ministro: \u00ab<b>Se ritiene che noi rubiamo, che ne approfittiamo, con quelle cifre la faccia lui l\u2019accoglienza<\/b>. Noi faremo l\u2019accoglienza di Chiesa che abbiamo sempre fatto e non abbiamo mai smesso di fare. Inoltre siamo molto impegnati coi corridoi umanitari. E assieme a Caritas italiana e Arci abbiamo appena aderito al progetto Fami sul caporalato\u00bb.<\/p>\n<p>Decisioni analoghe a quelle prese dalla Caritas di <b>Gaeta<\/b> che aveva un piccolo Cas. \u00abLo abbiamo da poco ristrutturato \u2013 dice il direttore don Alfredo Micalusi \u2013 e potremmo riaprire ma non lo faremo, e <b>d\u2019accordo col vescovo Luigi Vari non abbiamo dato la disponibilit\u00e0 alla prefettura<\/b>. Non intendiamo ridurci ad albergatori, non \u00e8 il nostro stile\u00bb. I motivi sono chiarissimi. \u00ab<b>Per tanto tempo dalla prefettura quasi ci minacciavano per accogliere gli immigrati: ve li scarichiamo davanti alla porta se non venite a prenderli. Prima ci hanno imposto di prenderli e ora fanno i tagli\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 una questione di soldi. \u00abAbbiamo lavorato molto sull\u2019integrazione, la scuola di italiano la facevamo tutti i giorni. Ma ora non ci sono pi\u00f9 i margini. Fare accoglienza senza scuola di italiano, senza sostegno psicologico, senza un orientamento forte all\u2019integrazione, \u00e8 inutile. Si vuole distruggere l\u2019accoglienza diffusa che \u00e8 proprio lo stile Caritas, con una comunit\u00e0 che se ne prende cura\u00bb.<\/p>\n<p>E non \u00e8 una scelta solo della Caritas di Gaeta: \u00abAbbiamo riunito <b>tutte le realt\u00e0 del Sud Pontino<\/b> che si occupano di accoglienza e ci siamo interrogati su quale sar\u00e0 l\u2019impatto del decreto sicurezza. Sicuramente verranno a bussare alle nostre porte molti immigrati ai quali non viene rinnovato il permesso umanitario e finiscono per strada. Molti li stiamo gi\u00e0 ospitando\u00bb. Il motivo \u00e8 evidente: \u00ab<b>Come Caritas dobbiamo orientarci soprattutto alle fasce pi\u00f9 deboli<\/b>, quelle non protette dal circuito dell\u2019accoglienza\u00bb. Piuttosto, denuncia don Alfredo, \u00ab<b>con questi tagli il rischio ora \u00e8 che si facciano avanti solo i furbi<\/b>. Alcuni sono gi\u00e0 stati identificati dalle forze dell\u2019ordine, ma ce ne sono anche altri che ci mangiano. Ci lucrano le mafie del territorio. Bisognerebbe vigilare di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p>Situazioni complesse, realt\u00e0 diverse, ma analoghe decisioni. \u00abNon abbiamo partecipato al nuovo bando perch\u00e9 non ci sembrava che le condizioni potessero permettere i minimi requisiti di umanit\u00e0 \u2013 spiega Carlo Mazzotta, rappresentante legale dell\u2019associazione Vento nuovo, braccio operativo della Caritas di <b>Lecce<\/b> \u2013. <b>Col nostro vescovo Michele Seccia, abbiamo deciso che non possiamo ridurci a albergatori e quindi faremo tutto in maniera gratuita come Caritas diocesana, senza l\u2019aiuto del governo<\/b>. Dando quello che possiamo, per\u00f2 con la certezza dell\u2019umanit\u00e0. Perch\u00e9 nel bando non c\u2019\u00e8\u00bb.<\/p>\n<p>Una scelta che viene dopo un impegno concreto di accoglienza per 106 immigrati in piccoli appartamenti a Lecce, come Cas diffuso. \u00abAbbiamo cominciato tre anni fa su richiesta della Prefettura per 27 euro. Dopo due anni abbiamo regolarizzato con un bando a 34 euro. Scadeva il 31 dicembre 2018, ma ha avuto una proroga fino al 30 aprile. Abbiamo fatto un documento condiviso con Arci e cooperativa Rinascita, che sono i pi\u00f9 grossi gestori con noi dell\u2019accoglienza, per ribadire che non parteciperemo. E non abbiamo partecipato. Ora stanno ripetendo il bando con qualche ritocco ma non parteciperemo lo stesso\u00bb.<\/p>\n<p>Con numeri ridotti ma con lo stesso impegno: \u00ab<b>Come chiesa locale continueremo con 50 persone<\/b>. Sicuramente spenderemo molto meno dei 21 euro del bando, grazie al volontariato. Ma preferiamo essere liberi. Dare un pezzo di pane ma in modo serio, non la presa in giro di togliere servizi\u00bb. Con molta attenzione a nuove emergenze: \u00abStiamo vedendo come reperire degli immobili per poter ospitare le persone che avranno difficolt\u00e0 dopo il decreto sicurezza. Ce ne saranno moltissime nel Salento. E poi <b>da noi gli sbarchi con piccole imbarcazioni continuano, anche se non si deve dire<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-dd\"><em>(Articolo di Antonio Maria Mira, pubblicato da Avvenire il 30 aprile 2019. Articolo consultabile a <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/pagine\/le-caritas-del-sud-in-rivolta\">questo link<\/a>)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Migranti. Le Caritas del Sud in rivolta: non saremo albergatori, accoglieremo gratis \u00abNon ci possono ridurre a fare gli albergatori\u00bb. Cos\u00ec reagiscono molte Caritas e diocesi del Sud ai nuovi bandi per l\u2019accoglienza dei migranti che tagliano pesantemente i servizi per integrazione e inclusione, cos\u00ec come voluto dal ministro Salvini. 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