Carissimi, ancora una volta siamo qui a pensare di Maria, a lodarla salutandola per la sua bellezza. La bellezza di chi non è stata inquinata dal peccato, che è — in termini più comprensibili per noi — il male. Deve essere importante questo se nella preghiera che Gesù ci insegna ci fa chiedere: “liberaci dal male” (Mt 6,13).
Da che cosa vediamo che Maria è libera dal peccato?
Penso che uno dei segni sia in quelle parole con le quali domanda come sia possibile per Lei fare quello che Dio le chiede, trova impossibile che si realizzi il progetto di diventare madre (cfr. Lc 1,31). Immediatamente dopo, però, alle parole dell’angelo risponde: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38). Se nella domanda (cfr. Lc 1,34) poteva intravvedersi un po’ di sfiducia, nella parola di adesione si vede la sua fede.
Il male è ogni esperienza che fa nascere in noi il sentimento della sfiducia, ogni cosa che frena la nostra fede. Quante volte ci capita di dire: come è possibile? Lo diciamo spesso. Diciamo con i nostri comportamenti più che con le nostre parole: come è possibile fidarmi della tua parola? Possiamo misurare quante resistenze facciamo nel vivere il Vangelo, quanto quelle parole ci appaiono impossibili da vivere. Soprattutto quando siamo chiamati a praticare la misericordia e il perdono diciamo: come è possibile questo? Quando vediamo tanta violenza e sopraffazione e pensiamo al dono più prezioso di Dio che è quello della pace, allora diciamo: come è possibile questo? Ma anche quando qualche nostro fratello o sorella sbagliano e ci viene chiesto di credere nella possibilità che possano cambiare o quando noi stessi sbagliamo e non pensiamo di poter essere diversi da quello che siamo diciamo: come è possibile questo?
Il male, il peccato ci portano a dire che non è possibile e ci spingono a rinunciare. Lo fanno spingendoci a non fidarci, a non avere fede.
Avviene così anche nel libro della Genesi (3,9-15.20) quando l’umanità decide di non fidarsi di Dio, allora, dice Paolo, il male è entrato nel mondo (cfr. Rm 5,12).
Maria, libera dal male, Lei che è disegnata nel libro della Genesi come Colei che lo vince e lo schiaccia, dimostra questa sua libertà perché ha fede, perché non si ferma alla domanda su come sia possibile che si realizzi quello che sta ascoltando, ma è capace di dire: “Ecco la serva del Signore: avvenga di me secondo la tua parola”. Le sue parole, queste sue parole, dicono che il male è stato sconfitto, che non è invincibile.
È questo il segno che noi stiamo vincendo la nostra battaglia quotidiana con quello che è male: la fede che ci fa superare la paura di non poter fare quello che ci viene chiesto dalla parola del Vangelo.
Con queste parole di Maria finisce il tempo della maledizione e inizia quello della benedizione. Finisce il tempo nel quale ci si nasconde da Dio e inizia il tempo nel quale ci sentiamo e siamo figli suoi.
La preghiera che Gesù ci chiede di fare per essere liberati dal male è preghiera per essere liberati dalla sfiducia. Una preghiera che facciamo non solo per noi, ma per tutta la Chiesa e il mondo. Preghiera perché ci possiamo accorgere che questa liberazione è presente e che in Maria la vediamo concreta, in Maria che ci insegna ad avere la fiducia di superare il dubbio e la paura che ci impediscono di essere le persone che vogliamo essere. Preghiera per questo mondo che non pensa che sia possibile sperare e che ha in Maria una madre fra le cui braccia rifugiarsi.
Maria, ci mettiamo tutti sotto la tua protezione, soprattutto quando siamo scoraggiati o dubbiosi:
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

