«Così fu detto agli antichi; ma io vi dico»
(meditazione su Mt 5,17-37)
C’è una giustizia superiore a quella della Legge. Non c’è dubbio che l’unico posto dal quale la giustizia potrà sgorgare è da un nuovo rapporto con Dio che fondato sull’amore. È così che Gesù non cancella la Legge dell’Antico Testamento ma la interpreta perché abbia una realizzazione nella verità. Egli ci svela il senso della Legge e ce ne offre una interpretazione autentica. Ora abbiamo il significato profondo della Legge, il vero volere di Dio per il nostro bene. Dio è un Padre misericordioso che ci chiede la conversione del cuore.
Tutto l’Antico Testamento ha un senso ancora se è connesso con la legge dell’amore. Insomma non ci si salva osservando formalmente la Legge. Per la salvezza, per una vita pacificata occorre cambiare il cuore. Via ogni legalismo, ogni timore, ogni paura. Va superata la “giustizia di scribi e farisei” per dare spazio ad una giustizia superiore che ci mette in gioco personalmente e profondamente. Occorre espellere il male che sa nascondersi e mimetizzarsi anche e, forse soprattutto, in parole, azioni e comportamenti formalmente ineccepibili ma assolutamente freddi, spietati e, quindi, anche volutamente malefici.
Gesù giunge a chiarire che il comandamento dell’amore è anche superiore alle esigenze del culto. La riconciliazione è la via maestra e presuppone il perdono. L’amore ci conduce per mano dentro le profondità più intime e ci chiede di scavare davvero dentro di noi eliminando le corazze e aprendo porte di liberazione per vivere una vita in Cristo vera. Perché ciò possa realizzarsi occorre liberarsi da ogni atteggiamento ipocrita o egoista. Occorre dare spazio all’amore.
Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17-37).
