L’Angolo della Preghiera — III Domenica di Pasqua — 19 aprile 2026

Lo riconobbero nello spezzare il pane
(meditazione su Lc 24,13-35)​

Sulla polverosa via di Emmaus, tra il crepuscolo dei sensi e la stanchezza del cuore, camminano due uomini che hanno smarrito il ritmo del futuro. Il Vangelo di Luca ci consegna questa immagine: un Dio che non piove dall’alto, ma si fa viandante tra i viandanti, accettando il passo lento di chi è ferito. È una danza d’ombre finché non accade l’imprevedibile. Non sono i discorsi colti a squarciare il velo, ma un gesto antico: lo spezzare il pane. In quel frammento condiviso, le squame cadono dagli occhi e l’«assente» diventa «presenza» viva.

​Oggi, quella strada si riflette nei corridoi della storia contemporanea, dove il gesto del “condividere” si scontra con il muro del potere. A volte assistiamo ad attacchi diretti al bene e al Vangelo che appaiono la versione moderna dell’accecamento dei discepoli. Di fronte a questi fatti siamo tutti invitati e chiamati a restare fedeli al messaggio del Vangelo con la necessaria mitezza. Tutto ciò per difendere la pace, gli ultimi e l’integrità del creato. Il linguaggio della divisione, invece, cerca di oscurarne la luce.

​Riconoscere Cristo oggi significa scorgere quel “pane spezzato” nelle parole di Leone XIV, che invita a una fratellanza che non conosce confini. Spesso, purtroppo, c’è chi non ne comprende la grammatica: quella di un uomo che, come il Risorto, non cerca il dominio ma la comunione. Occorre essere fedeli alla radicalità evangelica impegnandoci a riconoscere il viandante che ci spezza il pane della verità, ricordandoci che il cuore brucia solo quando l’amore si fa dono e non possesso.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia


«Mentre conversavano e discutevano insieme,
Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro.
Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo».
(Lc 24,13-35)

Videocommento del seminarista Samuele Ciccarelli

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