L’Angolo della Preghiera — V Domenica di Pasqua — 3 maggio 2026

Il sentiero della luce: dove batte il cuore del Maestro
(meditazione su Gv 14,1-12)​

Immaginate un orizzonte aperto, dove il vento della giovinezza soffia forte e il cuore batte a un ritmo di ricerca incessante. In questo brano, Gesù non ci consegna una mappa polverosa, ma il battito stesso del suo cuore.

Dire ai giovani che egli è la «via» non significa indicare una strada asfaltata e noiosa, ma un sentiero selvaggio e bellissimo che si traccia camminando, dove ogni passo falso è un’occasione per essere rialzati. Lo riconosciamo nei sogni che profumano di pulito, in quegli ideali che non accettano compromessi e che ci spingono fuori dal divano per sporcarci le mani di bene.

Gesù è la «verità» che non incatena, ma libera: non è una formula matematica, ma uno sguardo che ti dice: “Tu vali più della tua immagine sui social”. La riconosciamo nel coraggio della trasparenza, quando preferiamo un “no” autentico a un “sì” di plastica.

Infine, egli è la «vita» che esplode: quella forza che ti fa sentire infinito davanti a un tramonto o nel calore di un abbraccio sincero. Riconoscere il Padre attraverso di lui significa accorgersi che la nostra esistenza non è un caso, ma un’opera d’arte in divenire. Se seguiamo questa scia di luce, le “opere più grandi” di cui parla il Vangelo non saranno miracoli distanti, ma la nostra stessa vita trasformata in un capolavoro di amore quotidiano, capace di incendiare il mondo di speranza.

“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Gv 14,1).

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia


«Io sono la via, la verità e la vita.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».
(Gv 14,1-12)

Videocommento del seminarista Davide Leone

condividi su