L’Angolo della Preghiera — VI Domenica di Pasqua — 10 maggio 2026

Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito
(meditazione su Gv 14,15-21)​

In questo brano del Vangelo di Giovanni, le parole di Gesù non sono un semplice commiato, ma l’apertura di un orizzonte infinito, dove il respiro di Dio si fa carezza quotidiana.

«Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito»: in questa promessa abita la forza rivoluzionaria della preghiera, che non è mai un monologo solitario nel vuoto, ma un ponte d’oro gettato tra il desiderio umano e l’eternità. Pregare, alla luce di questo Spirito di Verità, significa smettere di sentirsi orfani in un mondo che spesso dimentica come amare, per riscoprirsi invece abitati da una Presenza che difende, consola e suggerisce i passi nel buio. È un dialogo sognante che trasforma l’attesa in incontro, una musica silenziosa che vibra nel segreto del cuore e ci assicura che non siamo mai soli nelle nostre lotte.

Il Paràclito è l’Avvocato della speranza, colui che traduce i nostri sospiri in un linguaggio che il Cielo comprende perfettamente, rendendo la nostra vita un riflesso della luce divina. In questo intreccio di amore e obbedienza, la preghiera diventa l’ossigeno dell’anima, l’invocazione che squarcia il velo del tempo per farci sentire, già qui, il calore di una dimora eterna. Così, ogni “Padre nostro” o ogni silenzio orante diventa un appuntamento mistico dove l’invisibile si fa tangibile e la solitudine svanisce nel respiro di Dio.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

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