L’Angolo della Preghiera — XVI Domenica del Tempo Ordinario — 19 luglio 2026

Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura
(meditazione su Mt 13,24-43)

Sognare un campo dove il grano cresce indisturbato è facile, ma la realtà sussurra una melodia più complessa, dove la zizzania si intreccia alle spighe dorate senza chiedere il permesso. Oggi quel campo siamo noi, divisi tra il desiderio di purezza e il rumore caotico dei social, delle nostre contraddizioni quotidiane, della fretta digitale che ci spinge a giudicare ed estirpare tutto ciò che non capiamo al primo sguardo.

Vorremmo campi asettici, privi di imperfezioni, eppure il Seminatore ci insegna l’arte immensa della pazienza, lo sguardo lungo che sa attendere e dare tempo, senza l’ansia da prestazione che divora la nostra epoca.

C’è un’indicibile bellezza in questa convivenza forzata: la zizzania, dopotutto, ci costringe a radicarci più a fondo, a cercare la luce con più forza per non lasciarci soffocare dal buio circostante. Lasciare crescere insieme il bene e il male non è arrendevolezza, ma un atto di fiducia rivoluzionario in un mondo di risposte immediate e di sbrigative polarizzazioni tra “buoni” e “cattivi”. È il sogno di un Dio che non ha fretta di tagliare, che vede la nostra spiga anche quando è circondata dalle spine e preferisce rischiare di tollerare il limite piuttosto che perdere anche un solo frammento del nostro bene. In questo immenso open space che è la vita moderna, forse la vera santità sta proprio qui: nel fiorire con grazia, ostinatamente, accanto a ciò che ci ferisce, custodendo il nostro profumo buono e lasciando che sia solo l’amore, alla fine del viaggio, a fare il raccolto.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

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