L’Angolo della Preghiera — XXII Domenica del Tempo Ordinario — 30 agosto 2026

Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso
(meditazione su Mt 16,21-27)

In un mondo che correndo ci chiede continuamente di accumulare, mostrare e occupare ogni spazio con l’eco del nostro io, le parole del Vangelo risuonano come una brezza leggera e controcorrente.

«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso»: non è l’invito a perdersi o ad annullarsi, ma il coraggio di sgonfiare quell’ego ingombrante che spesso sbarra la strada all’altro. In mezzo ai rumori delle guerre vicine e lontane, ai feed dei social che ci spingono a difendere una vetrina perfezionata, Gesù ci propone una logica sovversiva e sognante.

Custodire la propria vita non significa stringerla a pugni chiusi per paura di perderla, ma imparare ad aprirla, rischiando la vertigine del dono. Rinnegare se stessi vuol dire smettere di essere il centro del mondo per diventare una finestra spalancata su chi ci sta accanto, specie su chi oggi porta le croci pesanti dell’isolamento e dell’incertezza. È scegliere di fare spazio al silenzio quando tutti gridano, di offrire gentilezza dove cresce il risentimento. La croce di cui parla il Maestro non è una condanna alla tristezza, ma il timone di una nave che salpa verso la libertà autentica, dove il valore di un’esistenza non si misura da quanti follower raccoglie, ma da quanta luce sa lasciare indietro. Alla fine della giornata, quando le luci del palcoscenico quotidiano si spengono, non ci resterà ciò che abbiamo stretto a noi con avidità, ma solo la bellezza d’amore che abbiamo avuto l’ardire di regalare.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

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