L’Angolo della Preghiera — XXVIII Domenica del Tempo Ordinario — 11 ottobre 2026

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze
(meditazione su Mt 22,1-14)

C’è una festa che attende il mondo nel silenzio dei cieli, un banchetto nuziale preparato dal Re dove ogni vuoto è un invito e ogni deserto è chiamato a fiorire. La parabola ci spinge oltre le soglie dei nostri piccoli recinti, là dove le strade polverose della vita quotidiana si aprono all’improvviso sulla grazia.

Il Re non seleziona i perfetti, non attende i giusti vestiti di certezze: manda i suoi servi agli crocicchi delle strade, a raccogliere gli ultimi, i feriti, gli stanchi, chiunque respiri il vento della notte. Tutti sono cercati, tutti sono chiamati per nome a sedere alla mensa dell’amore eterno, perché la gioia più grande non è per pochi eletti, ma per un’umanità intera finalmente ritrovata e abbracciata nella sua fragilità.

Eppure, a quell’invito si risponde non solo con i piedi che varcano la soglia, ma con il cuore che si lascia trasformare. L’abito di nozze che il Re si attende è il vestito della misericordia e della conversione, la veste bianca della gratitudine per una gratuità che non ci saremmo mai meritati. Non basta esserci; occorre lasciarsi rivestire di luce, spogliandosi delle proprie pretese e dei vecchi rancori, per entrare nella danza di Dio con l’anima nuda e pronta allo stupore.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

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