L’arte presepiale di Vincenzo Testa in cinque mostre d’Italia

«Dove cuore e sudore s’incontrano, Gesù si mostra per dire: “Ho cura di te”. Il Figlio di Dio scende nei luoghi della semplicità, della povertà e del silenzio operoso». Con queste parole, Vincenzo Testa, diacono, giornalista e già capo dell’Ufficio stampa del comune di Castelforte, annuncia la partecipazione della sua terra al progetto “100 Presepi in Vaticano”. Appassionato di arte presepiale, Testa ha creato opere selezionate nelle più prestigiose rassegne nazionali. All’evento vaticano sarà esposta “Castelforte, dicembre 1944” (in foto), una composizione che rievoca la tragedia bellica sotto la Torre Civica, alternando simboli di morte – macerie, schegge di granata – alla Natività, con un vecchio assorto, uno zampognaro accompagnato dal nipote e una coppia di sposi che indicano la pace perduta.

Saranno inoltre presentate “La Masseria della speranza” a Verona, in occasione della Mostra dei Presepi dal Mondo e dall’Italia, ambientata nella Piana del Garigliano e incentrata su una masseria del primo Novecento con la famiglia di contadini; “Il narratore” alla Mostra internazionale di Città di Castello, che ricostruisce la principale porta medievale di accesso al paese con un “narratore” che evangelizza un popolo indifferente mentre davanti alla natività c’è solo una bambina, simbolo dell’innocenza. In questo caso in personaggi sono realizzati da un artigiano della Val Gardena.

Il presepe “Borgo antico, fonte di acqua viva”, che unisce la natività al “pozzo” dove Gesù incontrerà la samaritana sarà esposto alla Mostra di Sansepolcro, mentre “Il vecchio fienile” sarà a Monteprandone (Accademia italiana del presepe) guidata dal grande maestro Giovanni Rosati. C’è poi “Ruderi dell’Occidente” esposto al Museo diocesano di Gaeta, nel quale si viene aiutati a riflettere su quella luce che illumina il tramonto dell’occidente. Sì, perché Gesù continua a venire tra noi. La sua luce spunta tra le macerie, sempre più evidenti di un mondo stanco, agitato, pieno di un “se” vuoto. Il mondo sconvolto da troppi egoismi, guerre, cattiverie, disordini, timori.  Egli è qui per illuminare nuovamente i cuori e ridare vigore a tutto ciò che appare spento e decadente.

La scena presepiale, infatti, oltre alla natività, presenta altri personaggi: precisamente una seconda famiglia con il padre pastore, la madre casalinga con, sulle spalle, uno scialle ad uncinetto, segno del lavoro accanto al camino e, poi, ecco il figlio che, in piedi, davanti alla Santa Famiglia, suona la sua ciaramella per richiamare la nostra attenzione e farci sussultare il cuore e riflettere sul nostro “oggi”. La maggior parte dei personaggi (quelli in stile popolare) che impreziosiscono i presepi, sono di un artigiano marchigiano, Claudio Grue, mentre quelli di Borgo antico sono realizzati da maestri di San Gregorio Armeno.

«Quando realizzo un presepe – spiega Vincenzo Testa – è perché sento il bisogno di essere “vero” in un mondo “finto”. Avverto, cioè, la necessità di trasmettere un pensiero di pace e offrire un messaggio di speranza».  Il presepe, del resto, non rappresenta solo un’opera artistica, ma molto di più: è un sogno, un simbolo, una metafora, un mistero e, soprattutto, tanto amore. Quello che salva, guarisce, invita a camminare con Gesù proprio sulle strade del mondo che dobbiamo animare con rinnovata fede, promuovendo accoglienza, giustizia, bellezza, pace, reciprocità.  Di grande effetto emotivo ed evocativo è anche il presepe “Dio è un bacio” che sarà esposto alla prestigiosa mostra di Giffoni Valle Piana (Sa).

Il figlio di Dio è sceso e scende ancora nei luoghi della semplicità, della povertà e del silenzio operoso. I suoi occhi incontrano il mondo degli ultimi, degli emarginati, degli oppressi e sa ascoltare il grido che proviene dalla terra.

Tutte le opere saranno esposte in contesti che vedono la partecipazione di artisti noti e di indiscutibile livello, portando sia la sua fede che le caratteristiche e peculiarità della sua terra che ne avrà sicuramente un ritorno di immagine, promozione e valorizzazione.

Sandra Cervone,
poetessa, scrittrice e giornalista

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