L’Angolo della Preghiera — II Domenica di Quaresima — 1° marzo 2026

«Il suo volto brillò come il sole»
(meditazione su Mt 17,1-9)

Se alzi gli occhi al cielo in un giorno nel quale il sole splende rischi di restare abbagliato. L’occhio dell’uomo, infatti, non può guardare il sole per più di qualche secondo. Però, puoi avvertire il suo calore, puoi sentire il tepore di una carezza leggera che ti sfiora e donarti una sensazione profondamente appagante. Il corpo sente una presenza amica che ridona vita, fiducia ed elimina il freddo che rischia di bloccarci. Anche il cuore sente questa vicinanza che le parole possono non riuscire ad esprimere eppure quella luce piena di un messaggio vitale è capace di farci risorgere e sciogliere ogni gelo. Il cuore non è solo un muscolo che ha bisogno di un po’ di tepore ma un luogo che sa percepire lo Spirito che da vita vera ad ogni vita.

Questa esperienza tutta pienamente umana è un messaggio che ci permette di prendere piena consapevolezza che anche lo Spirito di fronte a questa realtà reagisce e ritrova il ritmo giusto per animare pensieri, parole e azioni che danno corpo ad una testimonianza che lascia tracce di bellezza.

La trasfigurazione, infatti, è di una bellezza la cui luce abbaglia ogni occhio e scuote il cuore dal suo torpore per farlo pulsare al ritmo di una vita bella e splendente capace di raccontare il grande mistero di una esperienza intensa e performante. Così ogni uomo può, in qualche modo, farsi abbagliare dalla potente luce di Cristo che offre se stesso per dare coraggio ad ogni vita e renderla bella e attraente. Siamo, perciò, chiamati non a costruire tende o capanne ma a camminare nella luce riflettendo i suoi raggi in un continuo costante sforzo di condivisione per costruire una nuova umanità.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia


«In quel tempo, Gesù fu trasfigurato su un alto monte. Pietro disse a Gesù: “Signore, è bello per noi essere qui!”» (Mt 17,1-9).

Videocommento di don Erasmo Matarazzo

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