Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli
(meditazione su Mt 5,1-12)
Le Beatitudini evangeliche (Matteo 5, 1-12a) ci appaiono spesso come un ribaltamento radicale della logica del mondo: Gesù proclama beati i poveri, gli afflitti, i miti e i perseguitati, invitandoli addirittura a rallegrarsi.
In un’attualità globale segnata da guerre incessanti in Ucraina e in Medio Oriente, da profonde crisi economiche e dalla solitudine dilagante delle nostre città, queste parole sembrano quasi paradossali. Eppure, proprio oggi, esse non suonano come una condanna alla rassegnazione, ma come una straordinaria profezia di speranza.
Rallegrarsi non significa ignorare il dolore, ma riconoscere che la dignità umana non si misura con il successo o con la forza delle armi. Pensiamo ai tanti volti che ogni giorno incarnano questa pagina di Vangelo nel silenzio: i volontari che soccorrono i migranti nel Mediterraneo, i giornalisti che rischiano la vita per raccontare la verità o, semplicemente, chi sceglie la mitezza contro l’odio verbale sui social network. Sono loro i costruttori di pace di cui il mondo ha disperatamente bisogno.
La grande “ricompensa” promessa non è un premio ultraterreno da attendere passivamente, ma la certezza che l’amore, la giustizia e la compassione sono le uniche forze capaci di rinnovare la storia e dare un senso pieno alla nostra esistenza.
Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia
