«Voi siete la luce del mondo»
(meditazione su Mt 5,13-16)
Purificare, conservare e dare sapore: questo fa il sale. Allo stesso modo i discepoli, meglio ancora ogni cristiano, è chiamato, per questo, non solo ad annunciare ma, soprattutto, a testimoniare con la vita di essere e sentirsi Figlio amato da un Dio paziente e misericordioso. In questo modo si è anche luce capace di offrire speranza per gli uomini e le donne di ogni tempo.
L’evangelista Giovanni ci racconta che, nella Festa delle Capanne, Gesù si proclamò “luce del mondo” (8,12). Per farci capire si avvalse di due immagini. La prima: la città posta sopra il monte, visibile a tutti. La seconda: la lucerna che va posta nel lucerniere. Allo stesso modo la Parola di Dio è sale che purifica, che conserva e che da sapore alla vita affinché questa possa poi splendere per illuminare il buio delle notti del mondo.
Anche oggi, il baluardo più efficace al degrado e a questa sempre più preoccupante deriva del mondo con l’esplosione di conflitti, l’esibizione della forza, il concentramento delle ricchezze e delle risorse mondiale potrà essere vinto solo dalla coraggiosa testimonianza di uomini e donne che si rendono luce. Tutti, perciò, siamo chiamati a compiere le opere necessarie per dare sollievo ai poveri, conforto ai malati, coraggio agli oppressi e ai perseguitati, accoglienza a chi fugge dalla terra d’origine in preda alla disperazione. Queste sono le opere profetiche necessarie anche nel nostro tempo nel quale si moltiplicano gli annunci di sventura o si alzano le urla degli arroganti. Non è questo il momento di abbandonare il campo. Siamo tutti chiamati ad avere cura degli altri, dei poveri e dei diseredati ai quali rapaci avvoltoi vorrebbero sottrarre ogni bene.
Per essere sale della terra e luce del mondo non possiamo essere indifferenti. È questa la vera lode da elevare al Dio della vita.
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Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia
«Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo» (Mt 5,13-16).
