Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo
(meditazione su Mt 10,26-33)
Ci sono momenti in cui il mondo sembra alzare la voce per coprire il battito del nostro cuore, eppure questo Vangelo scende come un sussurro di luce nella notte. Gesù ci invita a guardare oltre il velo visibile delle cose, là dove le minacce umane sbiadiscono: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo”, ci dice, ricordandoci che la nostra essenza più vera abita in un luogo inaccessibile al dolore del mondo.
È un invito a volare alto, a custodire l’anima come un segreto prezioso che nessuno potrà mai ghermire o spezzare. Con occhi colmi di meraviglia, Egli ci prende per mano e ci indica i passeri del cielo, piccole creature che si posano sui rami senza sapere dove troveranno il cibo, eppure amate e custodite dal Padre. In quel frammento di natura c’è una promessa immensa: noi valiamo più di molti passeri, siamo un pensiero eterno dipinto nel cuore di Dio. Perfino i capelli del nostro capo sono contati, tessere di un mosaico d’amore così infinito che nulla di noi andrà mai perduto nell’ombra.
Svanisce così ogni timore, e la paura si trasforma in un canto di fiducia profonda, mentre ci riscopriamo infinitamente amati, custodi di una scintilla divina che brilla, eterna e libera, nel palmo dell’Assoluto.
Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia
