L’Angolo della Preghiera — XIV Domenica del Tempo Ordinario — 5 luglio 2026

Io sono mite e umile di cuore
(meditazione su Mt 11,25-30)

C’è un profumo di pane buono e di terra bagnata nelle parole di Gesù, un invito che attraversa il frastuono delle nostre giornate per posarsi sul cuore come la prima luce del mattino.

Mentre corriamo tra le scadenze dell’ufficio, il traffico che stringe la gola e lo schermo dello smartphone che reclama continuamente la nostra attenzione, Lui si volge verso i piccoli, verso chi non ha scudi né titoli da esibire. Ci sussurra che la vita vera non è una gara da vincere, ma un mistero da accogliere a mani vuote, proprio come fanno i bambini che sanno ancora incantarsi davanti a un soffione mosso dal vento. “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi”, dice, e in quel momento sembra di sentire il sollievo di quando, dopo una giornata interminabile passata in piedi a stirare o a rincorrere i treni, finalmente ci si toglie le scarpe e si respira. Il suo giogo non è un peso che schiaccia le spalle, ma un abbraccio che sostiene il passo sui marciapiedi affollati delle nostre città.

Non ci chiede performance straordinarie né perfezione, ma la bellezza di un cuore mite e umile, capace di fare spazio all’altro nel vagone della metropolitana o di regalare un sorriso sincero alla cassiera del supermercato. In questa dolcezza che non fa rumore, le nostre fatiche quotidiane si sciolgono e persino le lacrime, nascoste dietro un “tutto bene” di cortesia, trovano un porto sicuro dove riposare.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

condividi su