Donna, grande è la tua fede!
(meditazione su Mt 15,21-28)
Il Vangelo della donna cananea ci parla dei momenti in cui Dio sembra far silenzio e la vita ci mette a dura prova. Questa madre, straniera e disperata per la figlia malata, rompe ogni schema sociale e si avvicina a Gesù senza pretese o teologie complesse, portando solo il proprio dolore. Di fronte all’iniziale apparente rifiuto di Gesù e all’insofferenza dei discepoli, non si arrende né si offende: la sua difficoltà non spegne la speranza, ma la purifica.
È proprio nell’ora del bisogno che la sua preghiera si fa essenziale, trasformandosi nel grido: «Signore, salvami!». Sottolineare questa invocazione significa riscoprire la forza della preghiera vera, quella che non usa parole ricercate ma nasce dal profondo del cuore. Dire «Signore, salvami!» è un atto di totale affidamento, significa ammettere i propri limiti e riconoscere che da soli non ce la possiamo fare.
Quando Gesù mette alla prova la sua costanza, la donna risponde con un’umiltà disarmante: le basta anche solo una briciola di grazia, perché sa che perfino il minimo gesto di Dio è più che sufficiente per rinascere. Con la sua fede ostinata e umile, spinge Gesù a un’ammirazione profonda: «Donna, grande è la tua fede!». Questo brano ci insegna a non smettere mai di bussare, ricordandoci che il grido sincero di chi si fida trova sempre un Varco nel cuore di Dio.
Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

