L’Angolo della Preghiera — XXX Domenica del Tempo Ordinario — 25 ottobre 2026

Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso
(meditazione su Mt 22,34-40)

In un tempo che sembra correre verso la fretta, dove le notizie ci mettono spesso di fronte a divisioni, solitudini e un diffuso senso di smarrimento, le parole del Vangelo risuonano come un’oasi di pace. «Amerai il Signore tuo Dio… e il tuo prossimo come te stesso». Non è una regola rigida, ma un invito a rallentare, un sogno ad occhi aperti che ci chiede di guardare la realtà con occhi nuovi e pieni di speranza. In un mondo iperconnesso eppure spesso frammentato, amarsi e amarsi a vicenda diventa la vera rivoluzione quotidiana.

Amare Dio significa riconoscere che c’è una bellezza più grande che abbraccia le nostre fragilità e ci fa sentire custoditi.

Amare il prossimo, allora, non è un dovere faticoso, ma il miracolo di accorgersi di chi ci cammina accanto: dal vicino di casa al volto che incrociamo per strada o sullo schermo. È la capacità di ascoltare senza giudicare, di stendere una mano in un’epoca che troppe volte preferisce alzare muri.

Se provassimo a vivere questo doppio amore, la nostra attualità, con i suoi toni spesso grigi e accesi, si tingerebbe di colori caldi e inaspettati. Diventeremmo artigiani di gentilezza, capaci di trasformare la complessità del presente in uno spazio di incontro.

In fondo, questo comando è una promessa: quando impariamo a guardarci con rispetto e tenerezza, scopriamo che il paradiso non è un luogo lontano, ma un seme che germoglia già qui, nei piccoli gesti d’amore di ogni giorno.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

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