L’Angolo della Preghiera — XXXII Domenica del Tempo Ordinario — 8 novembre 2026

«Ecco lo sposo! Andategli incontro!»
(meditazione su Mt 25,1-13)

C’è un silenzio carico di attesa che attraversa la notte del mondo, un tempo sospeso in cui le nostre lampade vacillano tra le insicurezze del presente e la nostalgia di un cielo promesso. La parabola delle dieci vergini, in Matteo 25, non è un rimprovero rigido, ma una carezza che risveglia l’anima assopita nel torpore delle abitudini e nell’ansia digitale di un quotidiano che corre senza una meta.

In un’epoca dominata dall’urgenza, dove tutto sembra negoziabile e istantaneo, la sapienza delle cinque vergini prudenti brilla come l’olio prezioso della pazienza, della cura interiore e della fedeltà silenziosa nei piccoli gesti. Andare incontro allo Sposo non significa fuggire dalla realtà o ignorare i drammi che feriscono la nostra storia — dalle guerre dimenticate alle solitudini urbane — ma abitare il presente con il cuore vigile di chi sa intravedere una luce oltre il buio. È un invito sognante a non spegnere mai il desiderio di infinito, a custodire la speranza come un fuoco sacro che resiste anche quando la notte si fa più fredda e l’attesa si prolunga.

Forse la vera vigilanza oggi è saper riconoscere i passi di Dio non nei grandi trionfi, ma nei volti di chi attende con noi un mondo nuovo, fatto di giustizia, tenerezza e pace. Quando la voce nella notte griderà «Ecco lo sposo!», non troverà anime distratte, ma cuori pronti a lasciarsi abbracciare dalla luce che non tramonta mai.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

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