Sabato 23 maggio alle ore 20.30, presso piazza S. Erasmo a Formia, si svolgerà la Veglia Diocesana di Pentecoste, promossa dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali in collaborazione con il coro delle Chiese di Minturno. Il popolo di Dio della Chiesa di Gaeta, si radunerà nella piazza che diventerà un santuario per accogliere lo Spirito Santo e invocare la conversione di ogni comunità affinché diventi casa di pace e di futuro.
La Veglia sarà un itinerario di ascolto della Parola, attenzione al Magistero, invocazione allo Spirito affinché ognuno possa occupare il proprio posto nel mosaico della pace, perché «la guerra divide, la speranza unisce, la prepotenza calpesta, l’amore solleva, l’idolatria acceca, il Dio vivente illumina», secondo le parole di papa Leone XIV.
L’arcivescovo Luigi Vari, nella Lettera Pastorale del 2026 dice: «Certe parole che si pensavano superate sono tornate terribilmente in circolo. Risentire parlare di guerra nucleare, di carneficina, di strage e addirittura genocidio nessuno lo avrebbe mai immaginato. Ucraina, Striscia di Gaza non sono purtroppo le uniche parti del mondo che conoscono la violenza della guerra, visto che ci sono in corso 56 conflitti. Citando papa Francesco, viviamo “la terza guerra mondiale a pezzi”».
La Veglia si soffermerà sulle parole del Signore Gesù: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi» (Gv 14,27). Questa pace è un’espressione della manifestazione del Padre. La pace di Gesù è la fonte di gioia che lui ci comunica. È una pace diversa dalla pace che il mondo dà e consiste nella vita di ogni giorno attorno ai valori della giustizia, della fraternità e dell’uguaglianza.
Come è accaduto per Ibra del Burkina Faso, che racconterà brevemente la sua storia, da quando è giunto in Italia come richiedente asilo a quando è divenuto operatore nel centro di accoglienza che lo aveva accolto e lavoratore nella Croce Rossa, inviato in Libano, in Ucraina e in altre zone di guerra per aprire corridoi umanitari. Alla testimonianza di Ibra seguiranno delle riflessioni, interpretando i pensieri e le preghiere di donne e uomini provenienti da paesi in guerra.
Nella Veglia si invocherà lo Spirito Santo affinché, in questo tempo segnato dalla discordia e dalla violenza, possiamo divenire creature di comunione, capaci di muoverci insieme e di accompagnarci, per ritrovare la via della fraternità e soprattutto essere “sentinelle della pace”.
Al termine della Veglia, monsignor Vari consegnerà gli impegni che, come Chiesa di Gaeta, ci assumeremo a conclusione del percorso assembleare articolato in tre tappe, frutto del discernimento comunitario avvenuto nelle quattro foranie di questo territorio.

