X anniversario dell‘inizio del ministero episcopale nella Chiesa di Gaeta

    Santuario Madonna della Civita • Itri • 6 luglio 2026

    «Mille anni, per te, sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte». Sono parole del Salmo (90,4) che, per alcuni, tendono a relativizzare il tempo dell’uomo davanti all’eternità di Dio; ma possono essere lette anche come parole che ci invitano a vivere il nostro tempo, i nostri giorni, illuminati e custoditi dall’eternità di Dio. Ogni giorno, infatti, per quanto ci possa sembrare di poco valore, inutile o addirittura negativo, è, soprattutto per chi ha fede, un frammento di eternità.

    Sono proprio questi frammenti, come polvere preziosa, che dobbiamo custodire. E, visti insieme, essi disegnano una traccia luminosa, una storia di grazia. Per questi frammenti, nei quali facciamo esperienza della cura che Dio ha per noi e per i nostri giorni, noi diciamo grazie.

    C’è stato un giorno senza un problema? Un giorno in cui non si sarebbe potuto fare meglio? No. C’è stato un giorno senza un segno della presenza di Dio? No. Una parola, un sorriso, una carezza, un grazie, e mille altre piccole cose.

    Nella cena pasquale ebraica, il Seder, si canta un antico inno, il Dayenu, che significa: «Questo ci sarebbe bastato». È un esercizio della memoria nel quale la famiglia, riunita attorno alla tavola, loda il Signore per tutti i doni ricevuti dal popolo d’Israele e da ciascuno dei suoi membri. Molti degli eventi ricordati sono stati anche dolorosi, ma il popolo continua a benedire Dio perché, ogni volta, il laccio del cacciatore si è spezzato ed essi sono stati liberati.

    Se ci avesse liberati dall’Egitto… questo ci sarebbe bastato.
    Se ci avesse aperto il mare… questo ci sarebbe bastato.
    Se ci avesse dato la manna… questo ci sarebbe bastato.
    Se ci avesse donato la Legge… questo ci sarebbe bastato.

    L’esercizio consiste nel ricordare in quanti modi Dio si sia fatto presente, facendo sempre più di quanto ci si sarebbe potuti aspettare. Dio dona sempre molto più di quanto immaginiamo.

    Se il Signore mi avesse chiamato al ministero sacerdotale, passando sopra ai miei difetti e alle mie fragilità, questo mi sarebbe bastato.
    Se mi avesse dato ancora più fiducia attraverso il sorriso paterno di papa Francesco, con il dono dell’episcopato, questo mi sarebbe bastato.
    Se mi avesse donato tanti fratelli nel sacerdozio, questo mi sarebbe bastato.
    Se mi avesse affidato un popolo, questo mi sarebbe bastato.
    Se mi avesse chiamato a trasmettere il dono del sacerdozio ad alcuni di questi fratelli, questo mi sarebbe bastato.
    Se mi avesse chiesto di accogliere alcuni giovani in seminario, questo mi sarebbe bastato.
    Se mi avesse affidato l’annuncio della parola del Vangelo e della fede, questo mi sarebbe bastato.
    Se mi avesse dato la gioia di incontrare, lungo il cammino, tante persone di ogni età e condizione, che hanno riposto fiducia in me, questo mi sarebbe bastato.
    Se mi avesse dato la gioia di amministrare in questi anni il sacramento della Confermazione a diecimila sorelle e fratelli, raccogliendo diecimila preghiere, diecimila carezze e diecimila istanti di commozione e di fede, questo mi sarebbe bastato.
    Mi ha donato nuovi amici, nuove famiglie, nuove case.
    Mi ha fatto accogliere come fratello dalle comunità dei religiosi e delle religiose.
    Se mi avesse chiesto di asciugare le lacrime di qualcuno, di far sentire parte della Chiesa anche chi se ne sente lontano, questo mi sarebbe bastato.
    Se mi avesse insegnato a perdonare e a sentirmi perdonato, questo mi sarebbe bastato.
    Se mi avesse permesso di condividere il dolore e l’accoglienza di tante persone, di allargare i confini del mio mondo fino all’Ucraina, alla Siria, alla Palestina e al Benin, regalandomi tanti sguardi e tante storie, questo mi sarebbe bastato.
    Se mi avesse dato anche solo la forza di superare la delusione, questo mi sarebbe bastato.

    E, invece, il Signore fa sempre molto di più. Mentre racconti una grazia, Lui l’ha già superata. Mentre racconti una sera, Lui l’ha già seminata di eternità. Di quante grazie è ricco il Signore!

    E, mentre ne ricordo qualcuna, mi accorgo che nessuna di esse è senza di voi. Se il Signore mi avesse donato soltanto voi, che mi avete accolto come un fratello e così mi considerate, questo mi sarebbe bastato.

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