Solenni festeggiamenti in onore dei Santi Erasmo e Marciano, Patroni della Città e dell’Arcidiocesi di Gaeta

Iniziati il 23 maggio scorso con l’esposizione dei busti reliquiari e l’avvio del novenario di preghiera, i festeggiamenti in onore dei Santi Erasmo e Marciano, vescovi e martiri, patroni della Città e dell’Arcidiocesi di Gaeta giungeranno al loro culmine nei giorni 1 e 2 giugno.

La vigilia della festa vedrà la celebrazione alle 19 dell’Eucaristia vigiliare nella Basilica Cattedrale presieduta dall’arcivescovo Luigi Vari, al cui termine si ripeterà la tradizionale offerta dei ceri e dei fiori da parte dell’Amministrazione civica di Gaeta.

Il 2 giugno, sempre in Duomo, vi sarà la Santa Messa alle ore 11 e alle 17.30 il Solenne Pontificale dell’Arcivescovo concelebrato dai sacerdoti di Gaeta, cui seguirà la processione dei busti reliquiari per le vie della città.

Monsignor Vari in occasione dei festeggiamenti ha indirizzato alla Comunità cittadina e diocesana un messaggio nel quale afferma che «la testimonianza del martire non è fra le più semplici da comprendere per noi, che apparteniamo a una cultura nella quale prevale l’istinto di conservare sé stessi, di difendersi, di non perdere nulla. Riesce difficile comprendere che vivere davvero significa accettare di ridimensionarsi, di non stare sempre al centro, di lasciarsi consumare come un seme nella terra….

Facciamo fatica a capire come amare possa significare togliersi dal centro del mondo per fare spazio a un altro. Facciamo fatica a riconoscere che prendersi cura, sostenere, incoraggiare, educare, custodire, sono realtà che per essere realizzate hanno necessità di consumarsi e di diminuire. I martiri sono quelli che hanno vissuto con il desiderio di rendere più bella la vita degli altri, con una vita piena di Dio e piena di fratelli… Il pensiero che, per essere fedeli a ciò in cui si crede, si possa anche morire ci è diventato estraneo.

In un tempo che misura tutto sul tornaconto, sul successo, sulla visibilità, il martire ci ricorda che solo ciò che si dona porta frutto. Una fede che non accetta di spendersi diventa muta; una vita che vuole solo conservarsi finisce per restare sola».

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